1. Jung e la sincronicità
La sincronicità è sicuramente uno dei temi più affascinanti di Carl Gustav Jung in quanto l’universo, il mondo, i numeri, le stelle e ciò che ci circonda comunicano con noi lanciando messaggi ben precisi. I messaggi dettati dalla sincronicità, secondo Jung, vengono a noi nelle situazioni più particolari, quando ne abbiamo di bisogno, proprio quando ha inizio il processo catartico dello spirito. Jung fa riferimento ad eventi sincronici avvenuti durante le sedute psicanalitiche dei suoi pazienti.
« Gli eventi sincronici si basano sulla simultaneità di due diversi stati mentali.» (C. Gustav Jung)
Gli eventi sincronici, quindi, si basano sulla simultaneità di due eventi interni (psichico) ed esterni (ambientale) non apparentemente legati da un nesso di causalità (l’evento non è legato da un rapporto causa-effetto) e casualità (l’evento non è dettato dal caso.
La statistica, infatti, ci insegna che il variare della variabile indipendente X porta il variare della variabile dipendente Y producendo un effetto
Gli eventi sincronici rappresentano il messaggio che l’uomo deve recepire per poter avviarsi alla trasformazione che ognuno di noi deve intraprendere. Quasi come l’input che si dà nei codici informatici necessari per la programmazione di un applicativo o di un servizio.
Le teorie sulla sincronicità e la psicologia archetipica fanno riflettere sulla bellezza della mente umana sotto una visione spirituale e non solo. Temi che sono di grande aiuto per contribuire alla crescita dell’uomo e capire la società attuale sotto un profilo più analitico.
Esempi di eventi sincronici sono la comparsa di numeri in parallelo che sembrano comunicarci qualcosa o una canzone che rispecchia appieno il nostro stato d’animo.
Un esempio – non proprio calzante- di evento sincronico è quello di Kary Mullis, padre della Reazione a Catena della Polimerasi (tecnica che permette di ottenere più copie di una sequenza di DNA affinchè possa essere analizzato).
Kary Mullis, durante una calda stagione estiva – e sotto effetto di LSD- si mise in moto con la sua macchina e viaggiò verso una lunga stradina di campagna per poi, alla fine, accostarsi. Si mise a guardare il cielo stellato, pieno di meravigliosi astri proventi dalla creazione della terra. Proprio in quel momento ideò la tecnica che permette di ottenere più copie di DNA, proprio come il numero delle stelle (ovviamente non quantificabile).
Un esempio di sincronicità viene riportata durante una delle tante sedute analitiche di Carl Gustav Jung quando una donna riferì di aver ricevuto in sogno uno scarabeo d’oro.
Pochi minuti dopo un piccolo scarabeo verde (una comunissima Cetonia aurata, Ordine Coleoptera) cercò di entrare picchiettando sulla finestra.
Jung prese in mano lo scarabeo e lo mostrò alla paziente. Il soggetto in questione, doveva liberarsi dai vecchi schemi, dalla paura di sbagliare, dai blocchi emotivi. Non a caso lo scarabeo veniva venerato nell’antico Egitto come Kheperer, simbolo di rinascita e bellezza.
Ciò ci insegna a vivere ogni momento con cuore puro e sincero, senza preoccuparsi troppo. Le emozioni ci insegnano ad essere e aiutano il prossimo a guarire. Se sappiamo guarire l’altro dobbiamo, innanzitutto, guarire noi stessi. Essere curanderi dell’anima significa vivere nella libertà dello spirito che si attua cogliendo la bellezza di ciò che ci circonda.
Il mondo attuale ci impone l’ansia di seguire uno schema ben preciso. Dobbiamo imparare ad essere di più, a non essere terrorizzati dall’idea di buttarsi a capofitto in quanto, in ognuno di noi, esiste un’energia nascosta che aspetta di essere risvegliata dalla sua profondità.
L’uomo innovatore e innovativo è intriso dalla follia, dalla pazzia, dalla voglia di plasmare sè stesso e il mondo. L’uomo guaritore non ha paura di manifestare il suo amore e la sua allegria in quanto sono strumenti che ricuciono l’anima.
Secondo Jung la sincronicità non è altro che la manifestazione degli archetipi che, cristallizzati nell’inconscio, riemergono per offrirci un messaggio preciso.
Gli archetipi non sono altro che modelli ancestrali di pensiero (simboli, immagini, colori, suoni). Questi modelli di pensiero hanno attraversato ere lontane e situazioni diverse per poi rifarsi all’inconscio collettivo.
« La sincronicità significa quindi anzitutto la simultaneità di un certo stato psichico con uno o più eventi collaterali significanti in relazione allo stato personale del momento, e – eventualmente – viceversa. » (C. Gustav Jung)
Jung definiva questi stati mentali come una sorta di veggenza o illuminazione interiore capace di guidare profondamente la persona bisognosa, come una scossa che attraversa il corpo.
Gli eventi sincronici possono apparire in sogno o durante una fase di meditazione. La Psicologia Analitica di Jung avvicina l’uomo alla spiritualità e al mondo delle coincidenze significative come risposta ad una determinata situazione.
2. Jung, Energia Psichica e Archetipi
Un altro concetto importante è sicuramente quella dell’energia psichica. La passione, l’amore, il lavoro, la sessualità, sono pura energia psichica. Il principio energetico che contraddistingue ognuno di noi è il motore che ci spinge a vivere con passione ciò che facciamo. Il Medico, per esempio, è animato da quell’energia psichica che lo predispone nell’aiutare gli altri, così come l’energia psichica dell’avvocato, devoto alla giustizia e alla divulgazione del codice penale.
«Quando il principio naturale si impone contro il principio spirituale, in questo sottile confine, si può definire l’energia psichica» (C. Gustav Jung)
Dunque, l’energia psichica, è lo scontro (benefico) tra il principio naturale e il principio spirituale. E’ la connessione alchemica tra le nostre forze e il nostro spirito, tra il corpo e l’anima. E’ il conflitto che ci permette di vivere appieno
L’energia psichica ci permette di fare del bene, di vivere una sessualità soddisfacente, di apprezzare la bellezza della vita, di creare, di procreare.
Ad oggi, purtroppo, assistiamo allo svilimento di questa forza innata. Cresce sempre di più la demotivazione, il rancore, l’odio.
Secondo Freud la sessualità è pura libido controllata dalla mente e non da un principio energetico che è presente nella natura dell’uomo.
Un esempio di energia nascosta dentro di noi è dato dalla dualità degli Archetipi Anima e Animus.
L’anima (non nel senso stretto del termine) rappresenta l’archetipo femminile nel soggetto di sesso maschile (l’idea che l’uomo ha della donna), associata all’eros, alla protezione, alla connessione con il tutto, mentre l’animus rappresenta l’archetipo maschile nel soggetto femminile (l’idea che la donna ha dell’uomo), associata al logos, all’autorevolezza e l’intelletto.
Spesso Anima e Animus rimangono cristallizzati nell’inconscio senza essere rivelati nella loro essenza.
L’uomo ha bisogno di integrare la sua parte femminile e la donna la sua parte maschile.
3. Jung e il libro rosso (o Liber Novus)
Un’altra opera importante è sicuramente Il Libro rosso. Il Liber Novus rappresenta un ponte tra alchimia, spirito e anima. Il liber novus racconta le trasmutazioni dell’uomo e i cambiamenti che deve affrontare per risolvere i propri conflitti psicologici. Il libro rosso insegna all’uomo i principi del cambiamento e dei messaggi nascosti che devono essere resi noti all’inconscio.
In questo libro ricorre il serpente Kundalini, racchiuso nella colonna sacrale, con evidente bisogno di risvegliarsi. L’energia deve fluire e non arrestarsi.
Il Kundalini è di fatto un serpente che si trova –arrotolato per tre volte- nella nostra colonna vertebrale, al vertice del Muladhara o Chakra Sacrale, che ci permette di essere in connessione con la terra. Una volta risvegliato il Kundalini fluisce attraverso il sushumma o centro energetico che coinvolge i punti chakra. Una volta che il serpente Kundalini ha raggiunto la sua altezza vi è la fusione tra il principio femminile e il principio maschile.
« Accettai il caos, e la notte seguente l’anima mia mi visitò » (Carl Gustav Jung, libro rosso)
In questa frase così breve – ma intensa- Jung invita l’uomo ad accettare il caos delle proprie emozioni e renderle manifeste. Lui stesso disse che l’illuminazione non si raggiunge immaginando figure di luce, bensì esponendo la nostra parte più oscura alla luce. Abbiamo bisogno di rendere coscienti le nostre delusioni, le nostre ferite e i nostri dolori, affinchè si possano trasformare in strumento d’amore per gli altri
« Giunge al luogo dell’anima chi distoglie il proprio desiderio dalle cose esteriori»
Jung fa riferimento all’abbandono delle cose esteriori e della vanità per raggiungere la felicità. La felicità non deve essere intesa come appagamento del corpo, bensì come appagamento dello spirito. Abbiamo bisogno di riconnetterci con la natura, con gli sguardi, con il bacio, con le sensazioni primordiali.
L’anima è il paradiso dell’uomo, e solo chi sa ascoltarla vive nella beatitudine del mondo
Per raggiungere la propria anima bisogna essere enantiodromici. La parola enantiodromia deriva dal greco enantio (opposto) e dromos (corsa), letteralmente corsa all’opposto.
Secondo Jung quando il conscio si sviluppa in una certa direzione l’inconscio si sviluppa in una posizione diametralmente opposta.
Questo termine fa luce sull’aspetto dell’uomo che, per cambiare il mondo, deve andare controcorrente.
Questo concetto fa luce sul lato ombra delle emozioni (da uno stato di gratitudine si può passare alla delusione che ci dà la forza per ricominciare nuovamente